domenica 16 agosto 2015

Dopo Budapest

Ho deciso di non fermarmi a Budapest. In questo tratto è pieno di grandi città, qualcuna devo saltarla per forza. È strano, da un lato vorrei avere più tempo dall ' altro meno. Si pensando di accorciare un po' il giro, ma al più guadagno un giorno quindi tanto vale proseguire.

Budapest è forse proprio quella dove mi sarei fermato più volentieri, ma alla fine tra fermarsi qualche ora o niente cambia poco. Da un lato è un peccato, dall'altro così è.

Oggi il passaggio dalla Slovacchia all' Ungheria è stato carino: niente caldo devastante, niente mega stradoni che sembrano autostrade. E ci siamo tolti di mezzo germania e soci.

Diciamocelo chiaro: io di germania e soci non ne avevo proprio voglia, a ragione o per preconcetto poco cambia. Ma il fiume partiva da li...  Ora che mi sono spupazzato quasi 5 giorni di penitenza posso forse iniziare il viaggio vero, stanchezza premettendo.

Ho notato questa cosa: uscendo da Budapest c'è il nulla, niente altre città, solo stradoni dritti.

Domani quasi sicuramente entro in Serbia, fino a Belgrado che mi manca.

A momenti alterni penso di molare tutto e tornare indietro, poi bevo una coca, recupero le forze e mi dico: ormai sei qui...

Ma parliamo di cose un po' meno menose.  La cosa di seguire il fiume è carina. Averlo visto da quando era un riganolo largo una decina di centimetri, poi un paio di metri, poi un fiume di tutto rispetto è carino. Solo che adesso il mio compagno di viaggio è diventato talmente enormemente grande che fa quasi paura.  È grosso, in certi momenti sembra più simile ad un lago, e in Serbia deve ancora arrivare l'affluente più grande. Per cui ha un po' preso la sua strada, è cresciuto in fretta.

È cambiata la moneta, è cambiata la lingua inizio a sentirmi un po' all ' estero.

Momento più bello della giornata: sono da poco in Ungheria su una stradina, in un paesino, vedo un signore anziano che cammina a bordo strada dal mio lato. Io per non rombargli addosso mi allontanò sull'altra corsia come per sorpassarlo. Non so se per questo o per caso mi sorride e mi saluta alzando una mano. La cosa mi rende felice, il primo gesto sincero dall' inizio del viaggio. Non i saluti formali, e noiosi, degli altri motociclisti, ma una cosa vera. Dopo un'ennesima incazzatura con albergatori sanguisughe tra l'altro altro.

1 commento:

  1. Grande il vecchio, sicuramente un vero motociclista a suo tempo ih hi

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